ODONTOTECNICO > CONICO E PRAMA: UNA SINERGIA VINCENTE

La sistematica Conico permette di ottenere una protesi fissa a supporto implantare senza l’utilizzo di cemento o viti di fissaggio tra l’abutment e la protesi, e al tempo stesso facilmente rimovibile da parte dal clinico. È da ritenersi una protesi fissa, al pari delle soluzioni avvitate e cementate, e racchiude i vantaggi di entrambe: rivedibilità e assenza di cemento delle protesi avvitate ed estetica e assenza di fori in zona occlusale delle protesi cementate. Inoltre, la facilità di rimozione permette un corretto mantenimento della salute dei tessuti perimplantari, con un notevole

risparmio di tempo e costi sia per il paziente che per il tecnico.

Riabilitare Prama con una protesi conometrica permette di sfruttare questi benefici ma con la possibilità di gestire le piattaforme lontano da osso e tessuti molli.

Utilizzo impianti Prama, o meglio, costruiamo protesi su queste piattaforme già da qualche anno oramai, con risultati molto soddisfacenti sia nelle edentulie singole in zone prevalentemente estetiche che in quelle parziali, e soprattutto in molte edentulie totali gestite spesso  con carichi immediati.

La soluzione protesica da me prevalentemente utilizzata è quella di tipo avvitato in cui grazie a dei componenti rotanti posso appoggiarmi direttamente sulla testa dell'impianto. Per i provvisori prediligo la tecnica dell'incollaggio mentre per il definitivo utilizzo soluzioni cad-cam, con la possibilita di inserire  viti inclinate qualora ci fosse la necessità di portare il foro all'interno del corpo protesico.

 

A parte un iniziale scetticismo, dettato da preconcetti sulla forma e il diametro del collo di questo impianto che credevo di difficile gestione, devo ammettere che fin da subito ho avuto invece la sensazione di avere a disposizione un qualcosa che mi permetteva da una parte di bypassare eventuali abutment e di appoggiarmi direttamente sulla testa dell’impianto, dall’altra di poter gestire profili anatomici e di emergenza “ideali” pur mantenendo una certa quantità di tessuto attorno all’impianto, grazie alla versatilità di posizionamento di questo impianto, soprattutto in senso apico-coronale.

 

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Una soluzione che ultimamente ci sta dando parecchia soddisfazione è la protesi conometrica Conico sugli impianti Prama: nel caso in cui ci siano le condizioni, privilegiamo sempre di più questa tecnica per i vantaggi che offre quali l’assenza di cemento, la mancanza di fori passanti per accesso alle viti, che sappiamo esser il punto debole delle Toronto, e soprattutto la facilità di rimozione della protesi da parte del dentista.

 

Il sistema conometrico Conico su Prama prevede dei componenti protesici dedicati, dritti e angolati, per correggere in maniera semplificata il disparallelismo tra gli impianti, in modo da creare un asse di inserzione unico della protesi.

Questi componenti presentano un indice di posizionamento (esagono/ non rotante) che ci facilita la scelta in quanto possiamo eseguire questa operazione sul modello anziché direttamente in bocca. Su questi pilastri si utilizza una cappetta secondaria specifica, che verrà inglobata all’interno della protesi con sistema di incollaggio, operazione quest’ultima che dovrà essere fatta obbligatoriamente in bocca garantendo però maggior precisione e passivazione della protesi.

 

È sempre opportuno considerare l’ingombro di pilastro e cappetta sia in senso vestibolo linguale, sia occluso gengivale e di conseguenza valutare attentamente la posizione dell’impianto rispetto alla protesi. Ritengo quindi che sarebbe importante associarne l’utilizzo alla chirurgia guidata.  

 

Per concludere ne approfitto per ribadire due cose fondamentali: al di là dell’utilizzo di Prama o meno, dobbiamo imparare innanzitutto ad utilizzare i prodotti sulla base delle loro caratteristiche, e in modo particolare nella protesi implantare non possiamo prescindere da una corretta pianificazione e progettazione dei casi, in cui possibilmente siano coinvolti chirurgo, protesista e odontotecnico.

Odt. Massimo Soattin, Laboratorio Lab4M

VANTAGGI DELLA RIABILITAZIONE CONOMETRICA

  • Eccellente ritenzione: la connessione tra la cappetta conica inglobata nella sovrastruttura e il pilastro offre una stabilità meccanica assoluta e sicura.

  • Facilità di rimozione: in qualsiasi momento il clinico può rimuovere la protesi applicando una minima forza al fine di effettuare un controllo e/o l’igiene.

  • Semplicità di utilizzo: la porzione superiore dei pilastri è standard, quindi sia quelli dritti sia quelli angolati utilizzano la stessa cappetta conometrica.

  • Comfort per il paziente che gode della stabilità di una protesi fissa e il vantaggio di poterla rimuovere facilmente presso lo studio dentistico durante le sedute d’igiene professionale.

  • Diverse possibilità di riabilitazione: la tecnica conometrica permette riabilitazioni a partire dagli elementi singoli alle arcate intere sia in carico immediato che in carico differito e in chirurgia guidata.

  • Passivazione naturale dei pilastri che garantisce un perfetto fit tra protesi e abutment.

PILASTRI CONICO DRITTI E ANGOLATI

La semplicità della conometria Conico è dovuta al fatto che le cappette della gamma sono universali sia rispetto ai diametri e alle angolazioni dei pilastri sia rispetto ai diametri delle piattaforme implantari. Questo è possibile perché la ritenzione per conometria avviene nella porzione conica del pilastro che ha sempre le stesse dimensioni. 

La sistematica Conico comprende una serie di cappette che permette di sfruttare la conometria sia in caso di carico immediato che di carico differito, anche in combinazione con tecniche di saldatura intraorale.

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Cappetta per la presa d’impronta:

in PEEK, permette di usufruire dei  benefici della tecnica One Abutment-One Time, prendendo l’impronta direttamente sui pilastri.

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Cappetta conometrica per protesi fissa parziale o full-arch:

in titanio, una volta inglobata all’interno della protesi si connette per conometria ai pilastri, senza bisogno di viti o cemento.

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Cappetta conometrica antirotativa per elemento singolo: progettata per le riabilitazioni singole, presenta una faccia piatta sulla superficie interna ed esterna che aiuta a ritrovare il corretto posizionamento.

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Cappetta per saldatura intraorale:

il pin permette di solidarizzare le cappette con la saldatura intraorale nelle procedure di carico immediato evitando il rischio di fusione tra cappetta e pilastro. Questa cappetta, grazie alla presenza del pin, può essere usata anche come parallelometro per verificare il corretto asse protesico e scegliere, di conseguenza, i pilastri nell’angolazione più opportuna.

CAPPETTE PER ESIGENZE SPECIALI

Cappetta per la rimozione CAP2-TS-REM:

da utilizzare esclusivamente in particolari condizioni di riabilitazioni multiple o strutture full-arch, in caso di pazienti con parafunzioni. La presenza di una filettatura interna permette di ingaggiare al suo interno una vite con filettatura M2 (es. vite cod. VM2-200) in modo da disattivare la conometria e rimuovere di conseguenza la protesi. 

PARALLELOMETRO

Il Parallelometro è uno strumento per scegliere il pilastro della giusta angolazione e con la corretta altezza transmucosa dei pilastri Conico. Riesce a ruotare liberamente sul suo asse a 360° , la parte superiore dello strumento permette di trovare il giusto parallelismo tra più pilastri presenti, definendo dunque l’angolazione che dovrà avere il pilastro stesso grazie all’asticella direzionabile. La lunghezza del tragitto transmucoso invece si calibra ricorrendo alla tacca laserata sulla parte inferiore dell’inserto.