Gestione di un alveolo post-estrattivo in zona estetica con impianto Prama RF 

Dott. Roberto Luongo, Odt. Leonardo Colella, Bari

Un paziente caucasico di 35 anni ha subito una frattura dell’1.1 a causa di un incidente motociclistico. L’incidente ha comportato una frattura orizzontale composta dell’elemento dentale che veniva provvisoriamente splintato ai denti vicini. Quindi, veniva proposta al paziente l’estrazione dell’1.1 con contestuale inserimento di un impianto Prama RF post-estrattivo e riabilitazione protesica con corona e abutment metal-free.

“L’utilizzo di un impianto Prama RF mi ha permesso di preservare i volumi ossei e gengivali che con fatica sono riuscito ad ottenere in sede post-estrattiva tramite una tecnica di socket preservation. In particolare, la presenza della giunzione fixture/abutment ad un livello sopracrestale mi ha permesso di allontanare il microgap dalle corticali ossee, riducendo il riassorbimento osseo peri-implantare e consentendo una migliore stabilità dei tessuti gengivali attorno alla corona protesica. Inoltre, dall’immagine Cone Beam eseguita a circa sei mesi dall’intervento, si può ben evidenziare l’apposizione di osso sul collo dell’impianto, a riprova dell’osteoconduttività del collo UTM anodizzato dell’impianto Prama. Non credo avrei potuto ottenere tali risultati di integrazione biologica ed estetica con un altro tipo di impianto, in quanto Prama mi ha permesso di avere al contempo i vantaggi di un impianto tissue level, con la connessione protesica sopracrestale e quelli di un impianto bone level, consentendomi di eseguire una chirurgia bifasica, importante in caso di stabilità implantare non idonea al posizionamento di un provvisorio immediato.”

cit. Dott. Roberto Luongo

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Situazione radiografica iniziale, dalla quale si evince la frattura dell’elemento 1.1.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Situazione clinica iniziale.

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Viene eseguita l’estrazione atraumatica dell’elemento fratturato e il debridement dell’alveolo.

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Sondaggio della cresta ossea residua che rileva una parziale mancanza della teca ossea vestibolare.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Preparazione del sito implantare con frese dedicate facendo attenzione ad impegnare la parete ossea palatale.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Dopo aver accertato la corretta preparazione del sito implantare nei tre piani dello spazio viene inserito un impianto Prama RF 4.25 x 13 mm.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Visione vestibolare dell’impianto in situ.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Per prevenire il collasso fisiologico della parete ossea vestibolare residua, già parzialmente compromessa, viene inserita una membrana riassorbibile di corticale ossea suina e biomateriale granulare collagenato di origine suina.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Sutura con la parte coronale della membrana a protezione del sito.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Posizionamento della corona dell’elemento estratto, opportunamente sagomata nella sua porzione cervicale e splintata sul lato palatale dei denti vicini mediante un filo ortodontico e con tecnica adesiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Controllo radiografico al momento dell’intervento.

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Rientro a 4 mesi dall’intervento.

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Si procede alla scopertura della vite tappo dell’impianto mediante un’incisione semilunare.

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Presa d’impronta di precisione.

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Visione frontale del pilastro in zirconio in situ.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Visione occlusale del pilastro in zirconio in situ.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Nella stessa seduta viene posizionato un provvisorio per condizionare i tessuti.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Progettazione CAD-CAM della corona definitiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Progettazione CAD-CAM della corona definitiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Progettazione CAD-CAM della corona definitiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Progettazione CAD-CAM della corona definitiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Progettazione CAD-CAM della corona definitiva.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Dettaglio della guarigione dei tessuti perimplantari al momento della consegna della corona definitiva: residui di particolato inglobato nei tessuti molli vestibolari senza segni clinici di infiammazione ne evidenziano la guarigione favorevole.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Corona definitiva in disilicato di litio cementata con cemento resinoso in situ.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Dettaglio della guarigione dei tessuti.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Cone beam a 6 mesi nella quale si può apprezzare l’ispessimento osseo ottenuto della teca ossea vestibolare, fondamentale per il mantenimento dei tessuti molli a lungo termine.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Follow up clinico a 12 mesi.

Foto per gentile concessione: Dott. Roberto Luongo.
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Follow up radiografico a 12 mesi.